Comune di Coreglia Ligure

Il Campo 52

 

Il Genio Militare, della Caserma di Caperana di Chiavari, avvia la costruzione del Campo di Concentramento N° 52 nei primi mesi del 1941, successivamente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Nei cartigli dei progetti è più volte riportata una collocazione geografica errata: il campo N° 52 è realizzato in territorio del Comune di Coreglia Ligure, in un'ampia radura compresa tra il fiume Lavagna e la dorsale che delimita il bacino imbrifero collinare e non in Calvari, nome al quale viene associato spesso erroneamente. Le strutture edilizie furono realizzate in precari e l'unica struttura in muratura, oltre il campo, era l'infermeria, ricavata nella casa di campagna dei marchesi Marana.
Il Campo Prigionieri di Guerra, questa la dizione sulle intestazioni cartacee, sarà utilizzato per la detenzione dei prigionieri catturati al fronte africano, per lo più militari dell'esercito inglese o di stati alleati del Commonwealth. Tra il 1941 e l'8 settembre del 1943 passeranno nella struttura circa quindicimila prigionieri, la capienza delle strutture poteva accoglierne poco meno di 4.000. 
Durante questo periodo la qualità della vita e della detenzione era di buona qualità, i trattati internazionali erano rispettati ed i sopralluoghi della Croce Rossa Internazionale vigilavano costantemente il campo. 
Alla data del 8 settembre 1943 la struttura è occupata dall'esercito tedesco, durante la frenetica giornata un manipolo di militari nazisti detta l'ultimatum e impone la resa del presidio italiano in forza al campo. I tedeschi organizzeranno la successiva deportazione dei 3195 militari in quel momento segregati. Il trasporto avviene seguendo a piedi la strada carrozzabile verso Chiavari, durante la marcia alcuni militari inglesi riescono a sganciarsi: saliranno in montagna per raggiungere le prime formazioni partigiane. 
Gli eventi successivi e la proclamazione del governo di Salò, porteranno a utilizzare la struttura detentiva in quel momento rimasta vuota. Il Congresso di Verona aveva visto la stesura di un proclama-progetto del nuovo governo repubblichino, un paragrafo è dedicato alla questione ebraica, già affrontata con la stesura delle leggi razziali del 1938. Nel documento programmatico, al punto 7, si dettava: “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”. Questo nuovo accanimento porterà ad altri provvedimenti, il 30 novembre del 1943 è pubblicato e diramato l'ordine di polizia N°5: Tutti gli ebrei, anche se discriminati, (....), e comunque residenti nel territorio nazionale debbono essere inviati in appositi campi di concentramento. 
Il Capo della Polizia di Genova individua nella struttura di “Calvari” il possibile campo per internati civili. Nei primi giorni di dicembre iniziano trasferimenti presso la struttura già utilizzata per i prigionieri di guerra. 
Durante il periodo che trascorre tra questa data e il 21 gennaio passeranno 
nella struttura 29 cittadini italiani, arrestati perché ebrei; si trattava di appartenenti alla comunità genovese spesso sfollati in riviera per trovare riparo ai terribili provvedimenti persecutori. 
In diverse occasioni ci furono trasferimenti: verso il carcere di Marassi e 
San Vittore. Alla data del 21 gennaio 1944 l'ultimo trasporto: i venti ebrei detenuti a Coreglia sono prelevati dal maresciallo delle SS Max Ablinger e iniziano il loro viaggio verso Auschwitz.